«Originario della regione del San Gottardo, attraverso la mia attività politica e quella professionale cerco di essere un punto di congiunzione tra il sud e il nord delle Alpi, tra i cittadini e lo Stato, tra i diversi livelli istituzionali».
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«Originario della regione del San Gottardo, attraverso la mia attività politica e quella professionale cerco di essere un punto di congiunzione tra il sud e il nord delle Alpi, tra i cittadini e lo Stato, tra i diversi livelli istituzionali».
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Simone Gianini
Consigliere nazionale
Avvocato e notaio
Partner Studio legale Barchi Partners,
Lugano e Bellinzona
Respinta con sollievo l’iniziativa sui 10 milioni di abitanti, bisogna ora affrontare i problemi con soluzioni attuabili e condivise. Nel settore dell’asilo sono molte le proposte formulate dal Gruppo PLR che attendono di essere concretizzate. Il Consigliere federale a capo del Dipartimento competente è chiamato ad agire @plr_suisse @fdp_schweiz #weckerstellen #mettrelereveil #metterelasveglia
Dopo il sostegno ricevuto al Consiglio degli Stati, anche in Consiglio nazionale si torna a parlare di energia nucleare.
Si tratta di garantire quella libertà d’azione, di cui le future generazioni potrebbero dover avere bisogno per far fronte alla sfida dell’approvvigionamento energetico.
La proposta di modifica della Legge federale sull’energia nucleare – controprogetto indiretto all’iniziativa popolare “Stop al blackout”, che solleva le giuste domande, ma non convince sulle risposte – non impone la costruzione di nuove centrali e non mette in discussione lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili. Essa consente però alla Svizzera di non escludere preventivamente determinate opzioni tecnologiche, preservando così il necessario margine di manovra strategico in base al fabbisogno che non potrà essere coperto unicamente da fonti rinnovabili e alle tecnologie che vi saranno a disposizione.
Meno manodopera europea e più richiedenti l’asilo. Sarebbe questo il risultato paradossale dell’applicazione dell’iniziativa al voto il prossimo 14 giugno che si prefigge di porre un tetto di 10 milioni di abitanti, disdicendo l’Accordo di libera circolazione delle persone (trattati bilaterali I) e provocando così il venir meno anche degli accordi di Schengen e Dublino (bilaterali II), con pesanti conseguenze (negative) sulla gestione della nostra sicurezza e sull’attrattività della Svizzera per chi si è gia visto respingere una domanda di asilo in altro paese europeo. Già solo per questo, voterò No @nein_chaos @non_initiative_chaos

