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Elezioni comunali del 2 aprile 2017

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Le mie priorità per la Nuova Bellinzona

Negli ultimi anni sono state poste le basi per ridare al Bellinzonese il ruolo di agglomerato considerato e propositivo, in vista delle grandi sfide che lo attendono. Dopo un periodo di rapporti difficili, è stata ristabilita la necessaria collaborazione con il Cantone e fra i Comuni della regione, ad immagine di quanto realizzato durante questa legislatura per la mobilità pubblica e della volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini di Bellinzona, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio e Sementina di dare vita a un nuovo Comune.

Si tratta ora di dare slancio al nuovo Comune, consapevoli delle difficoltà iniziali, che dovranno essere affrontate con coesione, concretezza e lungimiranza, impegnandosi a garantire le condizioni di base per far fiorire le eccellenze, con cui la nostra regione ha tutte le carte in regola per potersi affermare a beneficio di tutta la popolazione e della sua qualità di vita.


Le condizioni quadro da garantire

È impensabile aspirare a progredire se non vengono garantiti i bisogni di base dei cittadini e dei singoli quartieri, comprensivi di sicurezza pubblica e coesione sociale, adeguate infrastrutture di mobilità pubblica, privata e dei dati, uno sviluppo sostenibile del territorio e, in definitiva, quale fine ultimo, un’alta qualità di vita.

Un nuovo Comune che funzioni

La maggioranza dei cittadini dei 13 Comuni in via di aggregazione ha espresso la propria adesione al progetto di fusione comunale. Quanto previsto dal rapporto di studio dovrà quindi essere coerentemente messo in pratica in modo funzionante e funzionale,  con la necessaria attenzione per tutte le singole componenti interne ed esterne alla nuova amministrazione che ne concorreranno al buon funzionamento : cittadini, singoli quartieri, dipendenti, enti autonomi esistenti o di nuova costituzione, consorzi che dovessero essere mantenuti, patriziati, parrocchie, società sportive, associazioni, altre istituzioni pubbliche o private.

Per questo, il Municipio della Nuova Bellinzona dovrà impegnarsi a implementare nei migliori termini e in modo funzionante la nuova organizzazione comunale, nel rispetto e valorizzando i dipendenti, i singoli quartieri e l’intera popolazione dei tredici Comuni aggregandi.

Sicurezza pubblica e coesione sociale

La sicurezza pubblica e quella sociale stanno alla base della qualità di vita del singolo cittadino.

Per questo, il Municipio della Nuova Bellinzona dovrà impegnarsi a:

  1. garantire la necessaria sicurezza della proprietà ed incolumità privata, così come degli spazi, dei beni e delle istituzioni pubbliche mediante un proprio corpo di polizia comunale attivo secondo principi di prossimità;
  2. garantire la necessaria sicurezza e coesione sociale tramite servizi sociali adeguati attivi secondo il principio della sussidiarietà.

Infrastrutture di mobilità e attenzione per il territorio

La libertà di movimento è una delle condizioni quadro principali per un adeguato sviluppo economico, sociale e culturale. L’apertura della Galleria di base del San Gottardo nel 2016 e di quella del Monte Ceneri nel 2020 pongono il Bellinzonese in posizione privilegiata. L’asse ferroviario – in realtà principalmente pensato per il trasporto di merci, per il qual motivo bisogna insistere con forza nei confronti della Confederazione sul completamento di AlpTransit con la circonvallazione del Bellinzonese – migliorerà l’accesso internazionale e nazionale da e per Bellinzona, offrendo pure l’infrastruttura di base per un ulteriore sviluppo della mobilità pubblica regionale sul modello della S-Bahn d’Oltralpe. Attorno ad esso la mobilità pubblica su gomma deve garantire adeguati collegamenti su tutto il territorio comunale e quella privata godere di infrastrutture adeguate nel segno della libera scelta e combinazione dei diversi mezzi di trasporto.

A fronte di cambiamenti così epocali e repentini, il territorio del nuovo Comune dovrà essere pianificato in modo attento e sostenibile.

Per questo, il Municipio della Nuova Bellinzona dovrà impegnarsi a:

  1. proseguire con lo sviluppo della mobilità pubblica su ferrovia (realizzazione del Ticino-metrò con cadenza ogni quindici minuti su Lugano e su Locarno, nuove fermate – come ad esempio in Piazza Indipendenza – e nuovi nodi intermodali a Bellinzona e Giubiasco), rispettivamente della mobilità pubblica su gomma, servendo capillarmente tutti i quartieri della nuova Città;
  2. migliorare la mobilità individuale, sostenendo la realizzazione del semisvincolo di Bellinzona centro e altre misure di velocizzazione del trasporto pubblico e privato sui principali assi di transito;
  3. completare la rete ciclopedonale dell’agglomerato e promuovere la mobilità dolce quale valida alternativa a quella motorizzata anche per raggiungere il proprio posto di lavoro;
  4.  disegnare la nuova città secondo i principi di uno sviluppo attento e sostenibile del territorio, mediante l’allestimento di un piano generale d’indirizzo comunale (masterplan), da cui trarre le basi per le revisioni generali degli attuali piani regolatori, convergendo – nel medio-lungo periodo – a un piano regolatore unico, rispettoso delle caratteristiche proprie di ogni zona o frazione del nuovo Comune;
  5. promuovere un migliore sfruttamento dei comparti già edificati o edificabili nella zona urbana centrale per invertire la tendenza dello sfruttamento diffuso del territorio, fra i responsabili dell’aumento del traffico stradale.

Un'alta qualità di vita

Il fine primo – e ultimo – dell’azione del Municipio della Nuova Bellinzona dev’essere il raggiungimento di un’alta qualità di vita per l’intera cittadinanza, in modo che vi si abiti, vi si lavori o la si visiti volentieri, come generalmente è già oggi il caso e come sempre più lo dovrà essere anche in futuro. La Nuova Bellinzona ne ha senz’altro le potenzialità!


Le eccellenze su cui puntare

Con l’apertura della Galleria di base del Monte Ceneri – e il conseguente dimezzamento dei tempi di percorrenza tra le maggiori città del Cantone – si realizzerà di fatto quella che da decenni è preconizzata come Città-Ticino. La Nuova Bellinzona potrà giocarvi un ruolo di primo piano, se saprà sviluppare le eccellenze di cui dispone, creando un circolo virtuoso a livello economico, sociale e territoriale.

Un polo scientifico e della ricerca

Il nome di Bellinzona è mondialmente conosciuto grazie alle scoperte periodicamente pubblicate dall’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) che, assieme all’Istituto oncologico di ricerca (IOR) e al Neurocentro della Svizzera italiana (NSI) dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC), costituisce già un importante polo di ricerca con sede nella nostra città. Attorno a quelle realtà bisogna puntare per sviluppare un autentico centro di competenze e relazioni non solo nella ricerca di base, ma anche in quella applicata che ruoti attorno alla nuova sede prevista all’ex campo militare, a quella attuale in via Vela e all’Ospedale San Giovanni, da sviluppare ulteriormente nella sua valenza cantonale.

Per questo, il Municipio della Nuova Bellinzona dovrà impegnarsi a:

  1. supportare la realizzazione della nuova sede dell’IRB, IOSI e laboratori dell’NSI all’ex campo militare, promuovendovi attorno un vero e proprio campus della formazione, della ricerca e dello svago, da inserire a pieno titolo nella costituenda facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana;
  2. costituire, di concerto con il Cantone (fondazione Agire), un tecnopolo biomedicale capace di attrarre nuove imprese attive in quel campo;
  3. promuovere la realizzazione di un nuovo ospedale regionale di valenza cantonale sul sedime della Saleggina ove trasferire a medio termine l’attuale Ospedale San Giovanni da preservare con l’intera sua offerta attuale e svilupparvi in particolare un Ospedale pediatrico cantonale con ulteriori campi di attività nella medicina di punta.

Un polo turistico e del commercio

Con la loro inclusione nell’anno 2000 nel Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO), i tre castelli di Bellinzona possono contare su un eccezionale mezzo di promozione internazionale. Il recupero di luoghi suggestivi come ad esempio le chiese di San Defendente e San Barnard collegate dal nuovo Ponte tibetano, di Curzùtt, Arami e, si spera a breve, pure di Prada sulla sponda sinistra assieme ai fortini della fame di Camorino, così come della Collegiata e del Corpus Domini nel centro storico di Bellinzona e della chiesa di San Biagio a Ravecchia, fanno del Bellinzonese una regione con tutte le caratteristiche per essere turisticamente interessante e contribuire in tal modo al rilancio del commercio locale.

Per questo, il Municipio della Nuova Bellinzona dovrà impegnarsi a:

  1. valorizzare ulteriormente i tre castelli e la murata mediante allestimenti multimediali e la creazione di percorsi tematici ed emozionali che li rendano un’esperienza unica da proporre come attrazione di livello nazionale e internazionale;
  2. sostenere i progetti di recupero del territorio della montagna su sponda destra (Carasc, da San Defendente-Sementina passando per Curzùtt-Monte Carasso, Carasso, Gorduno-Arami) e sponda sinistra (ad esempio Prada) e quelli di rinaturazione del fiume Ticino da promuovere quale autentico parco fluviale del nuovo Comune;
  3. favorire la realizzazione di strutture ricettive (in particolare alberghi e centri congressuali) di cui la regione ancora fa difetto;
  4. sostenere con convinzione il rilancio del commercio locale di concerto con le locali associazioni di categoria.

Un polo amministrativo e della formazione

Sin da quando ne è divenuta Capitale stabile, Bellinzona è sede principale dell’amministrazione cantonale. Su questa importante presenza – in termini di posti di lavoro e di sinergie – sono stati costituiti negli anni centri di competenza dell’amministrazione pubblica e importanti centri di formazione scolastica e professionale, ora di fronte a un importante sviluppo logistico e organizzativo.

Per questo, il Municipio della Nuova Bellinzona dovrà impegnarsi a:

  1. favorire la presenza dell’amministrazione cantonale e dei propri uffici nella regione sulla base di un chiaro piano logistico del Bellinzonese che ne pianifichi la futura organizzazione ed evoluzione;
  2. destinare le necessarie risorse umane, finanziarie e logistiche al settore della scuola elementare, primo passo per il futuro della nostra società e del mondo formativo superiore;
  3. collaborare con il Cantone allo sviluppo delle importanti presenze formative di rilevanza cantonale, come ad esempio il Centro professionale tecnico (CPT), l’Istituto cantonale di economia e commercio (ICEC) e il liceo cantonale, in via di ampliamento all’interno del costituendo campus della formazione, della ricerca e dello svago, o il nuovo polo di formazione sanitaria in costituzione attorno alla Scuola specializzata per le professioni sanitarie e sociali (SSPSS) con sede principale a Giubiasco.

Un polo tecnologico e dell'innovazione

All’infuori dell’area su cui sorgono le Officine di Bellinzona (OFFS), il nuovo Comune non dispone di zone industriali estese. La Nuova Bellinzona dovrà puntare su attività imprenditoriali innovative, di punta, sia in campo privato, che in quello pubblico e para-pubblico, con l’obiettivo di assolutamente salvaguardare e possibilmente incrementare i posti di lavoro oggi offerti dalle realtà già presenti sul territorio.

Per questo, il Municipio della Nuova Bellinzona dovrà impegnarsi a:

  1. salvaguardare i posti di lavoro e di formazione nel settore artigianale e industriale presenti sul territorio, promuovendo la regione per l’arrivo di nuove attività imprenditoriali di punta;
  2. trovare con le Ferrovie federali una soluzione di rilancio dell’attività di manutenzione ferroviaria delle Officine che passi anche dalla creazione di un parco tecnologico, da sviluppare con il coinvolgimento di investitori privati ed istituti di ricerca sul modello dello Swiss Innovation Park grazie ad esempio ad una possibile collaborazione con il politecnico federale e altre attività già presenti nella sede di Zurigo;
  3. profilarsi come regione innovativa nel campo della mobilità pubblica, privata e dei dati, investendo sulla connessione generalizzata alla fibra ottica, su un sistema capillare di ricarica per auto elettriche, su nuove tecnologie di propulsione dei bus e su sistemi d’avanguardia per l’informazione all’utenza.

 

Vedi anche

Programma di legislatura del Partito liberale radicale Nuova Bellinzona

Rapporto finale della Commissione di studio dell’Aggregazione del Bellinzonese

Programma d’agglomerato del Bellinzonese di seconda generazione (PAB2)

Programma d’agglomerato del Bellinzonese di terza generazione (PAB3)